Si sveglia di colpo, con un respiro più forte. Torna verso il computer. La luce della luna piena illumina il suo corpo glabro, nudo. Si sofferma su una delle finestre aperte. Allunga una mano e sfiora con due dita l’avatar di una blogger sorridente, con una nuvola di capelli ricci. Poi legge il suo ennesimo twit, che «spamma un link a un contest pazzesco». La mano si chiude a pugno.
Non c’è speranza, devono morire tutti.


