October 13, 2008
I tre carabinieri vengono spintonati, ma fortunatamente nessuno perde la testa. Gli africani urlano ai militari: «Terroni, vi ammazziamo tutti. Basta con i controlli, via da qui, questa è zona nostra».
October 12, 2008

Che posto orribile è l’italia?

Il Viminale li conosce bene, si tratta di ultras della destra provenienti da diverse città, specie del nord-est.

October 11, 2008
Chiusura, saluti, baci, foto, treno.

Anvedi

Giornata di bestemmie. Mi stan sul cazzo tutti.
October 10, 2008

diciassettenni

sono fuori da un locale, ancora il glup di jameson, stasera è shot di whisky e birra, dà un’anda calda e viscosa. Poi qui suonano due gruppetti di zovani, e in pratica il pubblico immagino siano i compagni di classe. C’è il tipo che assomiglia a francesco renga e fa il duro (duretto, in realtà) e la tipina biondina estroversa e cool che osa gesti e a farne le spese è un muletto timido. Vivo dentro Skins, stasera
October 9, 2008
Bikes
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Come ogni anno, il Che sulla pagina dei morti del Messaggero Veneto di Udine
Come ogni anno, il Che sulla pagina dei morti del Messaggero Veneto di Udine
October 7, 2008
Esistono ragionevoli motivi per supporre che la nascita della coppia fissa monogamica nella specie umana, e quindi la genesi stessa del concetto di famiglia che a certa gente piace tanto, sia derivata proprio dalla scomparsa dei sintomi evidenti di estro e dall’impossibilità pratica di individuare il momento dell’ovulazione.
October 6, 2008

Che oscenità.

Una patata ficcante.
Il web moderno non si caratterizza tanto per l’etichetta “user-generated content” (in fondo, il web è sempre stato così… poi i portaloni della prima bolla webeconomy han provato a irregimentare tutto dentro strutture editoriali decrepite, veramente top-down, e hanno perso la scommessa; e poi a ben guardare, tutta la cultura da millenni è user-generated), quanto per le relazioni interumane che le ultime tecnologie rendono visibili come tracce di partecipazione e apprezzamento, diventando poi folksonomia. Se si chiama social web, c’è un motivo.
Quindi la direzione da intraprendere è quella del coinvolgimento personale, quindi anche affettivo oltre che informativo, nella partecipazione corale ai processi consultivi e decisionali delle collettività, nel sentimento (quasi un orgoglio di tipo civico) di esprimere la propria opinione e ragionare insieme ad altri per migliorare la qualità stessa del nostro essere Abitanti biodigitali.
Non solo Cittadini, caratterizzati da diritti&doveri dinanzi lo Stato, che ci riporta ad una forse ormai vecchia dicotomia tra spazio privato/pubblico, ma proprio Abitanti, che con dinamiche autopoietiche fondano il loro rapporto con il Territorio e con la Socialità (in entrambi i casi, si tratta di concetti tanto fisici quanto digitali) sull’aver cura dei Luoghi antropici biodigitali. A partire dal linguaggio, perché innanzitutto abitiamo linguaggi.
E tra pubblico e privato, c’è di mezzo una dimensione gruppale, di vicinato, di relazione umana, che è proprio ciò che la Rete, calda e umana, fatta semplicemente di reti di reti, ci permette di riscoprire, indipendentemente dalla contiguità fisica.